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Temi principali - Background - Collaborazioni in corso
Temi principali
- Studio
del comportamento economico:
>Lo studio dei comportamenti economici
ha portato alla realizzazione del programma di ricerca definito economia
comportamentale e, più recentemente, alla neuro-economia
e al neuro-marketing.
- Processi
decisionali in ambito medico:
>In ambito medico, lo studio dei
processi decisionali e degli errori medici ha condotto alla realizzazione
di una serie di modelli in grado di descrivere i processi di scelta in
ambito medico, di produrre metodi di formazione specifici, nonché una
serie di strumenti (procedure, formati di rappresentazione delle
informazioni, tools informatici e così via) definiti supporti
decisionali. La costruzione di questi supporti richiede una forte
collaborazione fra diverse figure professionali, fra i quali lo psicologo
svolge un ruolo chiave nell’integrare le diverse prospettive e le diverse
esigenze delle figure professionali interessate.
Inoltre la psicologia ha svolto e continua a svolgere un ruolo chiave nel
comprendere le esigenze dei pazienti e nell’integrare le reciproche
esigenze e bisogni di medici e pazienti. In particolare, negli ultimi
anni è emersa la necessità di comprendere i bisogni dei pazienti in
merito alle decisioni critiche (in particolar modo terapeutiche).
L’utilizzo di uno stile decisionale condiviso (shared decision) o
unilaterale dipende non solo da fattori etici, ma anche da
caratteristiche personali, cognitive ed emotive, che devono essere
considerata laddove non solo gli esiti clinici oggettivabili, ma anche
l’esperienza soggettiva e, dunque, la qualità della vita considerata in
tutta la sua complessità, deve essere tenuta in considerazione nel
valutare la pratica medica e la relativa efficacia.
Background
Lo studio dei processi decisionali riveste da sempre un interesse
particolare all’interno della psicologia cognitiva. Infatti, se da un
certo punto di vista la decisione rappresenta, cognitivamente parlando,
un atto di elevata complessità che richiede l’attivazione di diversi
processi e l’utilizzo di cospicue risorse cognitive, dall’altra essa può
caratterizzare qualsiasi atto, anche il più semplice. Ne consegue che
studiare i processi decisionali implica lo studio della mente umana da
una pluralità di prospettive.
Tversky e Kahneman, nell’ambito di questo filone di studi, hanno condotto
una serie di ricerche sui processi decisionali, descrivendo un modello
empirico della decisione umana: la prospect theory.
A partire da modelli descrittivi come questo, numerosi studi sono stati
condotti al fine di descrivere la decisione umana nei più svariati
contesti applicativi.
I risultati hanno portato alla luce l’esistenza di un gap considerevole
fra i modelli normativi e quelli descrittivi. La decisione umana,
infatti, presenta una serie di errori sistematici (bias) e di strategie (euristiche) che permettono
all’uomo di prendere decisioni in modo rapido e spesso efficace,
lasciando però spazio a una molteplicità di problemi, imprecisioni ed
errori.
In questo quadro si è mossa e si muove tuttora la ricerca psicologica, al
fine di formulare modelli teorici in grado di comprendere il processo di
scelta in specifici contesti e contribuire, assieme ad altre discipline,
a proporre aiuti e supporti decisionali.
Il tentativo di comprendere e migliorare la scelta situata ha portato
alla formulazione di programmi di ricerca, per lo più interdisciplinari,
sui processi decisionali in alcuni ambiti strategici: la scelta
nell’organizzazione, la scelta medica, la scelta nei consumi e così via.
Collaborazioni in corso
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